CPeF: cos’è la Famiglia?

Nella mia esperienza internazionale mi sono sempre accorto che la famiglia italiana possiede delle peculiarità che rappresentano sia la sua forza sia la sua debolezza: legami familiari radicatissimi che tuttavia complicano le dinamiche relazionali.

La capacità relazionale per i membri della famiglia italiana dunque è una delle necessità imprescindibili sia per l’aspetto di serenità (individuale e familiare), sia per l’aspetto della gestione efficace del patrimonio e del family business.

Nella CP&F quindi:

FAMIGLIA = DIRITTI & DOVERI + ASPETTATIVE + VISIONE & CONDIVISIONE !

Infatti, se parliamo di Consapevolezza, che vi ricordo essere originata dalla conoscenza, non possiamo prescindere dalla razionalizzazione di ciò che è diritto e dovere del singolo membro familiare per poi analizzare le singole aspettative minimizzandone la conflittualità ed incrementandone il valore aggiunto mediante il processo di visione e condivisione.

Il primo passo da fare? Avere chiari quali sono i diritti ed i doveri dei membri della famiglia:

DIRITTI & DOVERI = PROPRIETA’ + GODIMENTO + TRASFERIMENTO!

La proprietà di un bene, giuridicamente, rappresenta la facoltà di godere e disporre di esso pienamente ed in esclusiva entro i limiti normativi vigenti mentre il godimento rappresenta la possibilità di beneficiare di tale bene ma è limitato dalla preventiva volontà in merito del proprietario.

Un familiare può godere del bene solo ed esclusivamente su volontaria concessione da parte del proprietario, ma non può vantarne di sua iniziativa diritti in merito.

Le norme concernenti il trasferimento del bene accolgono sia gli atti a titolo oneroso (vendite, acquisti, permute, trasformazioni della singola componente patrimoniale in altra, …) sia gli atti a titolo gratuito in vita o mortis causa (liberalità, donazioni, vincoli di destinazione, successione).

Anche il cosiddetto diritto successorio non esiste “di per sé” ma nasce solo ed esclusivamente al momento del decesso da parte del proprietario che, infatti, in vita può disporre pienamente di tutto il suo patrimonio anche in modo gratuito a favore di terzi, ovviamente salvo la lesione volontaria di diritti meritevoli di tutela (par condicio creditorum, quote di legittima, assegno divorzile, …).

La conoscenza della normativa di riferimento della proprietà, del godimento ordinario (o beneficio) e del trasferimento patrimoniale genera sicuramente minori equivoci, incomprensioni e conflittualità che, generalmente sono originati da aspettative diverse.

Proprio per questo occorre raggiungere anche una consapevolezza in merito ad esse:

ASPETTATIVE = INDIVIDUO + FAMIGLIA + IMPRESA!

La famiglia è un insieme speciale di persone con un’individualità specifica e legittima ed una propria peculiarità relazionale. Sembrano delle banalità, ma sono le fondamenta per minimizzare le conflittualità interpersonali.

Partendo dal presupposto che il cervello utilizza dei filtri per selezionare i miliardi di input derivanti dal contesto e che quindi non esiste “una” realtà ma solo le varie “interpretazioni della realtà” e che esse sono quindi tutte legittime e degne di considerazione, per evitare conflittualità bisogna dedicare del tempo al dialogo per condividere il numero maggiore possibile di informazioni.

Inoltre ogni persona ha una propria biostruttura che influenza sia il suo comportamento come individuo (il suo modo di essere, le sue limitazioni, le sue potenzialità) sia il suo comportamento relazionale (aperto, dominante, distaccato).  La consapevolezza individuale in questo ambito determina una serena analisi e condivisione delle proprie ed altrui aspettative.

Ovviamente le aspettative del singolo membro della famiglia sono di tipo individuale e mutano nel tempo in funzione delle sue esperienze mentre la famiglia rappresenta (o dovrebbe rappresentare) l’insieme di tutte le singole aspettative. In questo senso entra in gioco la consapevolezza circa il bene individuale ed il bene comune, le sinergie, la priorità degli obiettivi (comuni e non), il processo di delega, l’autonomia, l’indipendenza e l’interdipendenza.

Infine, le aspettative della famiglia impattano sicuramente nelle aspettative del family business. La singola impresa di proprietà familiare risente, volente o nolente, non solo della tipologia di relazioni interfamiliari ma anche di come la famiglia stessa interagisce con i propri stakeholders (dipendenti, fornitori, clienti).

Per migliorare le relazioni in modo da ottimizzare l’efficacia del family business quindi evidenzio l’estrema importanza della visione e condivisione:

VISIONE & CONDIVISIONE = VALORI + COSTITUZIONE + CONSIGLIO!

Innanzitutto si deve ripartire dai Valori Guida individuali da condividersi con la famiglia ed in impresa. Ovviamente, per incrementare il valore aggiunto di ogni membro, si deve condividere tali valori sia in termini divulgativi che in termini di accettazione.

Tali valori rappresentano la base della “Costituzione” (della famiglia e/o dell’impresa) che consiste nella razionalizzazione del Perché, del Cosa e del Come la famiglia (o l’impresa) esiste ed agisce. Essa è il faro nei momenti di tempesta! Così come i Valori Guida, anche la Costituzione dev’essere condivisa al fine di generare impegno e valore aggiunto da parte di tutti i partecipanti.

Infine, tutto questo processo si consolida periodicamente all’interno del “Consiglio” (di famiglia o d’impresa) all’interno del quale si affrontano le tematiche di efficacia: strategia, innovazione, implementazione, azione, controllo.

Non è affatto facile passare da un modus operandi di “imposizione” a quello di “condivisione”, ci vuole tempo e dedizione per maturare dentro di se e negli altri la giusta Consapevolezza, ma il risultato è enormemente efficace e si può sintetizzare in serenità e valore!

CPeF: cos’è il Patrimonio?

Siamo proprio sicuri che il patrimonio sia solo sinonimo di ricchezza (economica) o di insieme di rapporti (giuridici)? Patrimonio deriva da “patrimonium” [pater = padre + munus = compito]: compito del padre!

E qual è il compito del padre se non quello di far crescere?

Far crescere cioè i propri capitali, i propri rapporti giuridici aventi carattere economico ma anche e soprattutto le persone (familiari, dipendenti, clienti, fornitori, interlocutori) e conseguentemente il sistema nel suo complesso.

Vuol dire fare la differenza nella vita degli altri (e conseguentemente di se stesso!).

In sostanza gestire efficacemente il proprio patrimonio vuol dire creare “relazioni proficue per la crescita di lungo periodo” perché:

PATRIMONIO = RICCHEZZA + CONTRATTI + PERSONE!

Quindi per gestire al meglio questo patrimonio occorre avere una visione trasversale di tipo economico-finanziaria, giuridica ma anche e forse soprattutto emotivo-relazionale.

RICCHEZZA = IMMOBILI + FINANZA + IMPRESA!

Dal punto di vista economico-finanziario possiamo quindi far rientrare nel concetto di ricchezza tre macro sistemi. Il comparto immobiliare, il comparto finanziario-assicurativo, il comparto imprenditoriale.

Nell’approccio CP&F, come al solito, dev’essere individuato prima il Perché, successivamente il Cosa e solo infine il Come.

La scelta dell’allocazione delle risorse, in quanto limitate e definite, dev’essere sempre ben ponderata e dev’essere integra rispetto ai propri valori guida.

Immobilizzare il proprio capitale in immobili ha un senso? Il motivo della prima casa psicologicamente è la propria sicurezza, la ragione della casa in montagna od al mare (od entrambe) è in funzione delle proprie passioni. Gli appartamenti per i figli hanno una motivazione psicologica di loro “tutela”. Il grande comparto immobiliare? Ha senso solo se considerato come un “investimento alternativo” e quindi dev’essere attentamente valutata la sua capacità di generazione di flussi finanziari netti in correlazione con il rischio e nel rispetto della normativa giuridica di riferimento.

Il comparto finanziario accoglie in sé la finanza “da detenzione” (il risparmio), il comparto assicurativo, il comparto previdenziale e la finanza da investimento. Il principio base che governa questo comparto è la correlazione “rischio-rendimento” (da non leggersi al contrario!). Approcciare questo settore senza la dovuta conoscenza del Perché è necessaria la corretta profilazione del cliente, e quindi la necessaria trasparenza e fiducia verso il proprio consulente, sarebbe un errore gravissimo: fai-da-te, ignoranza, emotività in questo campo fanno disastri!

Il concetto di impresa accoglie in sé la figura del professionista, dell’imprenditore individuale, della società di persone, della società di capitali, della società quotata, del grande gruppo nazionale e della grande multinazionale. I concetti base per una corretta gestione efficace dell’impresa sono indipendenti dalle dimensioni di essa. Cambiano gli strumenti, la loro implementazione, il loro rapporto costo/beneficio, ma non il Perché degli approcci!

Oggi più che mai risulta evidente che per raggiungere l’efficacia imprenditoriale, ancor di più all’interno di un family business, si deve ben comprendere l’importanza della creazione di valore di lungo periodo, dell’attenzione all’innovazione, della compliance, della gestione del rischio, dell’impatto della fiscalità ma al contempo della qualità delle relazioni con le persone che sono la fonte della ricchezza: dipendenti, clienti, fornitori, contesto sociale.

CONTRATTI = GESTIONE + RIORGANIZZAZIONE + TRASFERIMENTO!

La gestione giuridica della ricchezza, ordinaria e straordinaria, viene regolata mediante i contratti.

Contratti per la gestione ordinaria (autorizzazioni, fiscalità, affitti, titoli e strumenti finanziari, forniture, assunzioni, affidamenti).

Contratti per la gestione della riorganizzazione dell’assetto patrimoniale: per la sua crescita o la sua riduzione (autorizzazioni, fiscalità, compravendite, tipologia di investimento finanziario, acquisizioni, operazioni straordinarie d’impresa, finanziamento d’impresa, innovazione continua, innovazione di rottura).

Contratti per la gestione del trasferimento della ricchezza (diritti e doveri, fiscalità, compravendite, riorganizzazione del patrimonio, tutela patrimoniale, passaggio generazionale in impresa e passaggio successorio).

Anche in questi casi serve una visione del Perché si sottoscrivono certi contratti e per farlo occorre un approccio comunque interdisciplinare: giuridico, economico-finanziario, fiscale ed anche relazionale in quanto i contratti rappresentano giuridicamente i rapporti  fra le persone!

PERSONE = FAMIGLIA + DIPENDENTI + PROSSIMO!

Il comparto “umano” accoglie tutte le relazioni che intercorrono con i propri familiari, con i propri dipendenti ed in senso lato con il prossimo.

Se i “numeri” del patrimonio sono originati dalle persone e dalle loro interrelazioni, se i “contratti” non sono che la rappresentazione giuridica di queste, ecco che la gestione efficace del patrimonio non può prescindere dalla “capacità relazionale”, dalla capacità motivazionale, dalla leadership (forse oggi termine fin troppo abusato) e solo infine dal management.

Ottimizzare le relazioni (familiari, imprenditoriali e con il contesto sociale) divulgando e condividendo è indispensabile per coinvolgere gli interlocutori. Solo così si può mantenere unita la visione familiare rispetto alla propria ricchezza preservandone il valore, distinguerci dai concorrenti attraendo dipendenti entusiasti, accrescere la visibilità della propria impresa nel contesto sociale ed economico di riferimento.

Ogni interlocutore deve sentirsi parte integrante del progetto, ovviamente a diversi livelli a seconda che sia un familiare, un dipendente, un terzo.

Assume quindi una luce nuova la comunicazione (personale, a distanza, digitale): non per manipolare o vendere nel breve termine, ma per divulgare e condividere sollecitando quell’impegno entusiasta e quel senso di appartenenza che genera la crescita del sistema e che fa la differenza!

CPeF: cos’è la Consapevolezza?

La CP&F, da me elaborata, non è altro che un nuovo approccio alla vita, alla famiglia ma anche e soprattutto al patrimonio, e, personalmente, la ritengo vincente nel lungo periodo sia per il conseguimento degli obiettivi personali/familiari che di quelli imprenditoriali/professionali.

Il percorso di crescita individuale e relazionale è stato approfonditamente oggetto di analisi soprattutto dal mondo anglosassone fin dalla fine del ‘700. Nel corso del tempo, questa scienza ha subìto delle modifiche sostanziali ma è stato anche, ahimè, travisata dal nuovo obiettivo della società moderna propensa a velocizzare i processi per raggiungere nel minor tempo possibile gli obiettivi prestabiliti.

In sintesi, quello che distingue la prima dottrina di crescita individuale/relazionale da quella attuale è l’esasperata ricerca di risultati immediati a scapito della consapevolezza.

Partiamo dunque dalla prima parola dell’acronimo: Consapevolezza!

Personalmente sono fermamente convinto che la Consapevolezza sia l’unico modo per raggiungere la propria serenità di lungo periodo.

Avendo dovuto, per vicissitudini personali, implementare tutto questo sapere nella mia vita, mi sono accorto che anche il processo di efficacia/efficienza imprenditoriale/professionale segue le stesse identiche direttive.

Conseguentemente ho deciso di offrire ciò che ho ideato e sperimentato su di me anche nella mia consulenza a beneficio di chi avrà la bontà di seguirmi in questo avvincente percorso!

CONSAPEVOLEZZA = CONOSCENZA + IDEA + AZIONE!

In senso lato, considero la Consapevolezza come l’unicum di Conoscenza, Idea ed Azione.

CONOSCENZA = CHI SIAMO, COSA SAPPIAMO, CHI CONOSCIAMO!

La Conoscenza, nella CP&F, è avere ben chiaro: chi siamo, cosa conosciamo, chi conosciamo. Chi siamo è il frutto della nostra biostruttura, del nostro contesto passato e presente, della nostra famiglia, della società in cui siamo cresciuti, dei nostri valori e principi, delle nostre esperienze, della nostra crescita individuale e relazionale. Cosa conosciamo racchiude tutto ciò che rappresenta il nostro bagaglio di studi, approfondimenti, esperienze pratiche, scoperte personali. Chi conosciamo è l’insieme delle persone che in qualche modo sono contattabili da noi: famiglia, amici, colleghi, conoscenti, autori, mentori.

IDEA = CREATIVITA’ + EFFICACIA + INNOVAZIONE!

L’Idea, nella CP&F, è l’insieme di tre concetti: creatività, efficacia, innovazione. La Creatività, sempre nella mia accezione, è la qualità di saper immaginare nuovi orizzonti futuri (sia come individui che come imprenditori/professionsiti). L’Efficacia é il processo con cui, fra i vari scenari identificati, si seleziona quello maggiormente consono ai nostri personali e specifici valori di riferimento, alla nostra storia, alle nostre competenze ed alle nostre conoscenze. L’Innovazione invece è la capacità di ideare il percorso necessario da intraprendere al fine di raggiungere il nostro orizzonte partendo dalla situazione attuale quale che essa sia.

Conseguentemente quando parliamo di leadership siamo sempre all’interno del processo mentale di ideazione ma non abbiamo ancora nemmeno iniziato a fare il primo passo fisico.

Da notarsi che, salvo quando siamo in emergenza, il pensiero o l’Idea deve sempre venire prima della materia o dell’Azione ma dobbiamo altrettanto bene tener presente che senza l’azione, l’idea resta un mero sogno!

AZIONE = IMPLEMENTAZIONE + EFFICIENZA + CONTROLLO!

L’Azione invece discende dall’Idea, se si vuole raggiungere l’efficacia, poiché, e, sempre nella CP&F, ricomprende: implementazione, efficienza e controllo.

L’Implementazione è il processo che trasforma l’ideazione in Azione vera e propria. Rappresenta il primo vero punto di contatto fra l’Idea e l’Azione vera e propria. L’Efficienza è il processo con cui si persegue l’ottimizzazione dei processi al fine di rendere più semplice e proficua possibile l’azione stessa. Il Controllo è, probabilmente, la funzione che più di tutte completa ed integra la Consapevolezza. Infatti solo controllando l’Azione conoscendo approfonditamente la struttura completa dell’Idea si può mantenere il focus sul percorso predefinito ed essere in grado di correggersi per proattività o per protezione.

Nel caso della proattività, ben conoscendo il Perché, il cosa, il come ed il quando, si possono sfruttare opportunità altrimenti invisibili.

Nel caso della protezione invece perché prendendo coscienza di realtà effettive differenti dall’Idea originaria si possono prendere le contromisure necessarie per minimizzarne gli impatti negativi in tempo reale.

Se si è Consapevoli, i propri obiettivi ma anche il patrimonio e la famiglia saranno sempre fonte di serenità, altrimenti potranno (come in moltissimi evidenti casi) essere fonte di frustrazione, ansia e preoccupazioni.

CONSAPEVOLEZZA = SERENITA’!

Se si è Consapevoli, i propri obiettivi ma anche il patrimonio e la famiglia saranno sempre fonte di serenità, altrimenti potranno (come in moltissimi evidenti casi) essere fonte di frustrazione, ansia e preoccupazioni.