CPeF: cos’è il Patrimonio?

Siamo proprio sicuri che il patrimonio sia solo sinonimo di ricchezza (economica) o di insieme di rapporti (giuridici)? Patrimonio deriva da “patrimonium” [pater = padre + munus = compito]: compito del padre!

E qual è il compito del padre se non quello di far crescere?

Far crescere cioè i propri capitali, i propri rapporti giuridici aventi carattere economico ma anche e soprattutto le persone (familiari, dipendenti, clienti, fornitori, interlocutori) e conseguentemente il sistema nel suo complesso.

Vuol dire fare la differenza nella vita degli altri (e conseguentemente di se stesso!).

In sostanza gestire efficacemente il proprio patrimonio vuol dire creare “relazioni proficue per la crescita di lungo periodo” perché:

PATRIMONIO = RICCHEZZA + CONTRATTI + PERSONE!

Quindi per gestire al meglio questo patrimonio occorre avere una visione trasversale di tipo economico-finanziaria, giuridica ma anche e forse soprattutto emotivo-relazionale.

RICCHEZZA = IMMOBILI + FINANZA + IMPRESA!

Dal punto di vista economico-finanziario possiamo quindi far rientrare nel concetto di ricchezza tre macro sistemi. Il comparto immobiliare, il comparto finanziario-assicurativo, il comparto imprenditoriale.

Nell’approccio CP&F, come al solito, dev’essere individuato prima il Perché, successivamente il Cosa e solo infine il Come.

La scelta dell’allocazione delle risorse, in quanto limitate e definite, dev’essere sempre ben ponderata e dev’essere integra rispetto ai propri valori guida.

Immobilizzare il proprio capitale in immobili ha un senso? Il motivo della prima casa psicologicamente è la propria sicurezza, la ragione della casa in montagna od al mare (od entrambe) è in funzione delle proprie passioni. Gli appartamenti per i figli hanno una motivazione psicologica di loro “tutela”. Il grande comparto immobiliare? Ha senso solo se considerato come un “investimento alternativo” e quindi dev’essere attentamente valutata la sua capacità di generazione di flussi finanziari netti in correlazione con il rischio e nel rispetto della normativa giuridica di riferimento.

Il comparto finanziario accoglie in sé la finanza “da detenzione” (il risparmio), il comparto assicurativo, il comparto previdenziale e la finanza da investimento. Il principio base che governa questo comparto è la correlazione “rischio-rendimento” (da non leggersi al contrario!). Approcciare questo settore senza la dovuta conoscenza del Perché è necessaria la corretta profilazione del cliente, e quindi la necessaria trasparenza e fiducia verso il proprio consulente, sarebbe un errore gravissimo: fai-da-te, ignoranza, emotività in questo campo fanno disastri!

Il concetto di impresa accoglie in sé la figura del professionista, dell’imprenditore individuale, della società di persone, della società di capitali, della società quotata, del grande gruppo nazionale e della grande multinazionale. I concetti base per una corretta gestione efficace dell’impresa sono indipendenti dalle dimensioni di essa. Cambiano gli strumenti, la loro implementazione, il loro rapporto costo/beneficio, ma non il Perché degli approcci!

Oggi più che mai risulta evidente che per raggiungere l’efficacia imprenditoriale, ancor di più all’interno di un family business, si deve ben comprendere l’importanza della creazione di valore di lungo periodo, dell’attenzione all’innovazione, della compliance, della gestione del rischio, dell’impatto della fiscalità ma al contempo della qualità delle relazioni con le persone che sono la fonte della ricchezza: dipendenti, clienti, fornitori, contesto sociale.

CONTRATTI = GESTIONE + RIORGANIZZAZIONE + TRASFERIMENTO!

La gestione giuridica della ricchezza, ordinaria e straordinaria, viene regolata mediante i contratti.

Contratti per la gestione ordinaria (autorizzazioni, fiscalità, affitti, titoli e strumenti finanziari, forniture, assunzioni, affidamenti).

Contratti per la gestione della riorganizzazione dell’assetto patrimoniale: per la sua crescita o la sua riduzione (autorizzazioni, fiscalità, compravendite, tipologia di investimento finanziario, acquisizioni, operazioni straordinarie d’impresa, finanziamento d’impresa, innovazione continua, innovazione di rottura).

Contratti per la gestione del trasferimento della ricchezza (diritti e doveri, fiscalità, compravendite, riorganizzazione del patrimonio, tutela patrimoniale, passaggio generazionale in impresa e passaggio successorio).

Anche in questi casi serve una visione del Perché si sottoscrivono certi contratti e per farlo occorre un approccio comunque interdisciplinare: giuridico, economico-finanziario, fiscale ed anche relazionale in quanto i contratti rappresentano giuridicamente i rapporti  fra le persone!

PERSONE = FAMIGLIA + DIPENDENTI + PROSSIMO!

Il comparto “umano” accoglie tutte le relazioni che intercorrono con i propri familiari, con i propri dipendenti ed in senso lato con il prossimo.

Se i “numeri” del patrimonio sono originati dalle persone e dalle loro interrelazioni, se i “contratti” non sono che la rappresentazione giuridica di queste, ecco che la gestione efficace del patrimonio non può prescindere dalla “capacità relazionale”, dalla capacità motivazionale, dalla leadership (forse oggi termine fin troppo abusato) e solo infine dal management.

Ottimizzare le relazioni (familiari, imprenditoriali e con il contesto sociale) divulgando e condividendo è indispensabile per coinvolgere gli interlocutori. Solo così si può mantenere unita la visione familiare rispetto alla propria ricchezza preservandone il valore, distinguerci dai concorrenti attraendo dipendenti entusiasti, accrescere la visibilità della propria impresa nel contesto sociale ed economico di riferimento.

Ogni interlocutore deve sentirsi parte integrante del progetto, ovviamente a diversi livelli a seconda che sia un familiare, un dipendente, un terzo.

Assume quindi una luce nuova la comunicazione (personale, a distanza, digitale): non per manipolare o vendere nel breve termine, ma per divulgare e condividere sollecitando quell’impegno entusiasta e quel senso di appartenenza che genera la crescita del sistema e che fa la differenza!

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